1796 08 30 BODONI SOUSA_RODRIGO

Resumen

30 de agosto de 1796.

De Giambattista Bodoni [Parma] a Rodrigo de Sousa Coutinho [Lisboa].

Bodoni agradece a Rodrigo de Sousa Coutinho  la confianza y generosidad y hace votos por su éxito en la corte portuguesa, donde ha sido llamado desde su embajada en Turín. Espera que será posible una amplia colaboración que le permita brillar con su obra en beneficio de un nuevo mecenas, del mismo modo que otros grandes personajes e la historia. Le da detalles también sobre el envío de los ejemplares de la cantata de Evasio Leone en honor del Príncipe de Brasil. 

Transcripción

De Sousa, 30 agosto 1796.

Fra le innumerevoli prove di bontà, di protezione, e di benevolenza che ho ricevuto dall’Eccellenza Vostra nel corso di molti anni, io considero e valuto per singolare l’onore che mi ha compartito di potergli rassegnare i miei caratteri anche dopo che si sarà restituita alle sponde dell’opulentissimo Tage. Se il cielo ascolta i fervidi miei voti, il Suo viaggio al suol natio sarà fausto e felicissimo, e spero di vedere una volta avverati gli antichi miei presagi col sentirLa trascelta a promovere la felicità dell’inclita Sua Nazione, e ad ampliare lo splendore e la gloria della regal Corte lusitana, che sola nell’odierno sconvolgimento europeo si da il pensiere di fare fiorire le lettere, le scienze e le belle arti. Qualunque io mi sia fra i pochi non oscuri coltivatori di queste, porto fiducia che Vostra Eccellenza abbia a procurarmi occasione onde esercitare i miei tipi non solo nella già progettata edizione magnifica del Camoens, ma in altre ancora da formare epoca memorabile e certa del floridissimo regno dell’immortale Giovanni di Braganza. Versatissima com’Ella è nella storia letteraria, non ignora quanta rinomanza goda ancora ai dì nostri il gran ministro ispano Ximenes per aver promossa l’edizione della famosissima Complutense, che avidamente si ricerca da[i] bibliofilia. E Filippo II colla stampa di quella di Ariamontano, eseguita dal celebre Plantino, non ha fatto obbliare ogn’altra debolezza della sua vita? Il sanguinario cardinale Richelieu volle pur distinguersi colla promulgazione di una Bibblia, che ancor oggi da lui si noma. E nei tempi a noi più vicini il serenissimo signor Infante Don Gabriele, di sempre eterna e luttuosa ricordanza, non ha reso celebratissimo il suo nome colla edizione del Sallustio matritense che ha riscosso l’ammirazione ed il plauso della colta Europa? E colla sola pubblicazione del Longo di Annibal Caro il signor Marchese di Breme non si è reso notissimo in Italia, nella Germania ed altrove?

Da tutto questo Ella ben comprende che se i miei torchi venissero destinati a pubblicare una novella Bibbia (e sarei pure in grado di superare quanto di più pregiato e raro si vanta in tipografia), oppure un Omero greco, colla sua versione latina di Cunick e Zamagna, o i Commentari di Cesare, od un Sallustio o un Decamerone del Boccaccio, il nome dell’augusto Monarca Fedelissimo e dell’illuminato Mecenate promotore non si divulgherebbero tosto nella repubblica letteraria e non passerebbbe durevole ed eterno nella memoria dei posteri? Ben conobbe questo vero ilb Marchese di Felino, assai più noto sotto il nome di Du Tillot, arbitro di questi stati sotto Don Filippo e Don Ferdinando, Duchi nostri, allorché mi chiamò da Roma per stabilire questa Reale Tipografia. Soleva ne’ suoi colloqui ripetermi spesso che egli meditava di occuparmi in edizioni grandiose, perché queste, oltre al divulgarsic oltre alle Alpi ed ald mare, si sarebbero conservate con gelosia dai contemporanei e da’ posterie, e dalla loro magnificenza si sarebbe formata una idea grande del nostrof Principeg, ed avrebbe potuto cambiarle gli esemplari con altre opere estere da riporre ed aumentare a questah parmense Biblioteca. Ma egli dovette cedere troppo presto agli intrighi di malevoli e abbandonar questo paese che lo benedice e ricolma di lodi per aver fondati e protetti tutti gli stabilimenti letterari e scientifici che qui vi sono, e che fanno l’ammirazione dei dotti viaggiatori.

Altro coltissimo Ministro che da cinque lustri mi onora di sua particolar benevolenza ed amicizia volle pure negli anni scorsi occuparmii nella riproduzione di vari classici latini, e mi lusingo di aver secondato con felicità il raro genio di sì [  ]k soggetto e di avere altresì cooperato in qualche guisa a diffonderne la sua gloria letteraria sino oltre al gelido settentrione. E gli deve essere di non lieve soddisfazione il sentire che qualche esemplare del suo Orazio in carta velina siasi venduto sin cento zecchini e lo stesso prezzo il Virgilio. Ma per infausto mio destino egli or trovasi di salute cagionevole ed immerso in un vortice d’affari che l’occupano del continuo, nè gli lasciano ozio per proseguire ill Lucrezio; nè oso lusingarmi che al ritorno della tanta sospirata pace voglia ritornare a cose letterarie, avendo ora rivolti i suoi pensieri alla formazione di un bellissimo giardino botanico in Roma, ripieno di piante esotiche che fa venire fin dall’America e dove passa tutte le ore vacue dall’operosissimo suo Ministero.

Da tutta questa mia lunga diceria comprenderà facilmente quanto io desideri impiegare i miei talenti in qualche opera celebre da riprodursi per ordine di Vostra Eccellenza o di codesto regal Principe, e vorrei pure vedere accellerato il momento da porvi mano tanto che sono in buona salute ed energia.

Da Bologna aspetto tuttavia lo stemma regale che ancora non ho potuto ottenere pel motivom che Rosaspina si trova fuori di patria ed a momenti deve ritornaren.

Per la via di Genova poi, e col mezo del signor Piaggio, console di Portogallo, le farò trasmettere le cento cinquanta copie della nota cantata del P. Leoni, e le altre 50 le manderò alla degnissima signora Marchesa de Sousa in Torino. Riguardo alla nota del mio avere per tale edizione, Vostra Eccellenza mi permetta che io mi riporti a quanto ebbi l’onore di scrivergli in altra mia sotto il 20 del cadente, e che io ignorava la Sua partenza dalla metropoli del Piemonte.

E qui supplicandoLa a perdonare la lunghezza di questa mia epistola, passo a soscrivermi col più ossequioso e profondo rispetto


 

a bibliofili corrigiendo tutti     il está escrito sobre el final de un lo sfortunato añadido al margen y cancelado.     c divulgarsi escrito sobre otra palabra que no acertamos a reconocer.     Había escrito il y corrige.     e dai contemporanei e da’ posteri interlineado sobre e sarebbero passate alle più remote età     nostro añadido entre líneas.     Principe escrito sobre una palabra que no alcanzamos a leer.     a questa escrito sobre la nostra     occuparmi escrito sobre adoperarmi     Antes de soggetto hay un adjetivo que no alcanzamos a leer por haberse corregido sobre otra palabra anteriormente escrita.     l il corrigiendo al     pel motivo corregido sobre giacché      A continuación escribe Per la via di Genova, e pel mezo del signor Piaggio, console di Portogallo, Ella riceverà le cento cinquanta copie della cantata del P. Leoni e spero senza fallo di poterle spedire prima della metà del prossimo settembre. señalándolo como un fragmento por suprimir.

Notas al texto

Datos documentales y bibliográficos

  • Ubicación

    Parma, Biblioteca Palatina, Archivio Bodoni, Minute di lettere inviate, B. 50/53.

  • Descripción

    1 h. de c. 235 × c. 180 mm. Minuta autógrafa.

  • Edición

    Pedro M. Cátedra

  • Otra bibliografía citada Gerusalemme 1794a; Horatius 1791; Le virtù 1796; Longo 1786; Salustio 1772; Virgilius 1793;
  • Cita
    Carta de Giambattista Bodoni a Rodrigo de Sousa Coutinho de 1796-08-30, ed. Pedro M. Cátedra, en Biblioteca Bodoni [<http://bibliotecabodoni.net/carta/1796-08-30-bodoni-sousa-rodrigo> Consulta: 20/06/2019].
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