1801 02 22 CONDADO BODONI

Resumen

22 de febrero de 1801.

De Manuel José de Condado [Milán] a Giambattista Bodoni [Parma].

Después de pedir excusas por responder tan tarde a una carta anterior de Bodoni y agradecer el envío de La comedia nueva, le propone que enaltezca su memoria con una que sea su obra maestra, una edición del Quijote, detallando las buenas razones de su propuesta, con indicaciones específicas de la edición por usar y los ilustradores más apropiados.

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Transcripción

Milano, 22 febbraio 1801.

Stimatissimo Signore Don Giovanni Battista Bodoni, mio caro amico,

Scusate, vi prego, se ho differito per tanto tempo rispondere alla gentile vostra lettera. Aspettava da un giorno all’altro la commedia che vi siete compiacciuto di regalarmi, ma dessa non è giunta alle mie mani sino a ieri. Un’opera scritta da Moratín e stampata da Bodoni è uno de’ più cari doni che mi potessero esser fatti. Ed io vi ringrazio di questa vostra generosità.

Sono persuaso della sincerità con cui mi congratulate del mio incarico e dei vostri auguri di vedermi innalzato a molto sublime posto. Ma tali sentimenti, al tempo che palessano il vostro bel cuore, provano altresí quanto poco io seppi farmi conoscere da voi. Se la mala fortuna volesse ergermi in alto, per usare la frase del vostro Ariosto, l’unico compenso sarebbe poter incoraggire il merito di quei rari uomini che, come il parmigiano Bodoni, sono l’ornamento del secolo, i quali sono ora ridotto ad onorare con una sterile considerazione.

Le mie dogliame perché non abbiate riprodotto dai vostri torchii qualche autore spagnuolo, più che accuse contro di voi, sono indizii dell’alta stima che fo del vostro merito tipographico. Sono, se volete, una generosa invidia di non vedere le nostre opere pari a quelle di qualunque altra nazione nel merito intriseco, decorate egualmente di quella seconda inmortalità che voi solo potete darle. E cosa dovete voi ai greci e latini antiqui, ovvero ai francesi ed inglesi moderni che non dobbiate al Re di Spagna e allo spagnuolo Azzara?

Chiedete da me che v’additi quale opera possa trovare gradimento sulle rive dell’aureo Tago e del Manzanares, offrendovi a secondare i miei suggerimentia. Caro Bodoni, voi avete saputo ridestare in me lo estinto amor propio collo stimolo irresistibile della gloria nazionale. Se non se trattasi che di dar un saggio spagnuolo, io seguitarei a proporvi il lirico Garcilaso de la Vega, delizie del Vecchio come del Nuovo mondo.

Ma, per corrispondere alla vostra confidenza d’uopo è ch’io vi spieghi tutto il pensiero che essa ha destato in me, ciascun parto de’ vostri torchi è di gran lunga superiore a quanto eravamo avvezzi di ammirare prima di voi nell’arte tipografica. Voi, però, amico mio, seguitate in questo stato abituale di superiorità senza aver dato il vostro capo d’opera. Eppur diventate vecchio.

Volete che io v’additi l’unico soggetto degno di questo onore? Stampate il Quixote dell’immortale Cervantes. Ecco il solo libro costantemente celebrato in tutte l’età, in tutti i paesi, da tutti gli uomini; il solo compatibile con tutte le religioni e forme di governo; il solo conveniente e del pari caro ai due sessi, ai vecchii, ai giovini, ai ragazzi; quello, in fine, che recca a tuttib e sempre il diletto colla istruzzione, fine precipuo d’ogni scritto umano e d’ogni scrittore assennato. Se v’è un libro cui convenga l’elogio di Velllejo Patercolo, è certamente questo; poiché, se Omero non ebbe avanti se qualche altro poeta eroico, cosa che non sarà mai dimostrata, ebbe certamente dopo di se un Virgilio ed un Tasso. Ma Cervantes non ebbe alcun originale da imitare, ne v’è stato chi doppo di lui abbia saputo trarre una copia dall’originale sua favola. Fate che si dica altritanto di voi nel genere tipografico. Se poi non avete animo abbastanza per tanta impressa, io non ho più niente a dirvi. Stampate quel che volete.

Questo progetto, oltre alla gloria e all’interesse, vi presenta l’opportunità di sodisfare la vostra affezzione verso la Spagna, il vostro obbligo verso S. M. Cattolica, di cui siete tipografo pensionato, e la vostra gratitudine verso il cavaliere de Azara, vostro amico e mecenate. E non dubitarete certo che una tale opera non sia per incontrare il massimo gradimento sulle rive del Manzanares e dell’aureo Tago. Anzi, là col nome di Cervantes risuonerà il vostro con eterna lode e celebrità.

Il mondo è tanto avvezzo a vedere il Quixote ornato di stampe, che la più bella edizione ne sarebbe intollerabile senza di esse. Ecco un nuovo mezzo per voi di scoprire il vostro genio: di far servire le arti del disegno e dell’incisione alla principale vostra, e di chiamare altri artisti italiani ad aggrandire la vostra gloria. Il pennello del nostro Appiani e il burino del egregio Rosaspina si prestarebbero alle vostre brame e si trovarebbero collocati nel vostro capo d’opera con lode ed armonia. La scelta de’ soggetti fatta da voi tre non potrebbe riuscire che la più conveniente.

Riguardo al testo esso è autentico nell’edizione della Accademia spagnuola, di cui voi possedete uno esemplare. La vita di Cervantes, come l’analisi della favola, scritta dal nostro Ríos è adottata dalla Accademia medesima, sono scritti nel loro genere perfetti, ma che potrebbero ridursi a una metà e forse ad un terzo.

Riguardo all’interesse... Ma io troppo m’inoltro nelle particolarità d’un progetto che voi dovete prima considerare in grande. Se l’approvarete, io vi comuniccherò volentieri gli altri rischiarimenti. Se lo crederete un somno, scusate un’uomo riscaldato colle idee della gloria della patria. In ogni caso conservatemi la vostra amicizia e credetemi vostro buon amico ed ammiratore,

Manuel de Condado.


aHabía escrito suggirementi y corrige.     ba tutti escrito sobre una palabra que no leo.

Notas al texto

Datos documentales y bibliográficos

  • Ubicación

    Piacenza, Biblioteca Comunale Passerini Landi, Manoscritti Landi, 250.

  • Descripción

    Pliego de 2 h. de 230 × 180 mm. Carta autógrafa.

  • Edición

    Pedro M. Cátedra

    Revisión

    Alberta Pettoello

  • Otras ediciones

    Cátedra 2010 , 231-233, nº. 28.

  • Bibliografía específica

    Cátedra 2010 , 53-108; Cátedra 2013a, 23-27, 31-44, 232-233 (pdf), §I-6 a §I-10, §I-19 a §I-33, §III-93 (epub).

    Otra bibliografía citada Comedia nueva 1796;
  • Cita
    Carta de Manuel José de Condado a Giambattista Bodoni de 1801-02-22, ed. Pedro M. Cátedra, en Biblioteca Bodoni [<http://bibliotecabodoni.net/carta/1801-02-22-condado-bodoni> Consulta: 25/05/2017].
    Citar este documento

Nota bene

Esta carta es respuesta a la de Bodoni de 23 de diciembre de 1800.

Digitalizaciones de los originales