1780 01 27 AZARA BODONI

Sommario

Roma, 27 de enero de 1780.

De José Nicolás de Azara [Roma] a Giambattista Bodoni [Parma].

Azara agradece a Bodoni su rápido comienzo con la composición de las Opere de Mengs y el envío de pruebas impresas, de las que acusa recibo. Sin embargo, aunque elogia esta edición, se opone al proyecto de una fastuosa versión in-folio de las Obras de Mengs en español porque cree que es un plan más caro y halagüeño que útil. Confía en las correcciones ortográficas que el tipógrafo le transmite y envía a este algunas modificaciones estilísticas para el tratado «Riflessioni sulla belleza e sul gusto della pittura», si bien elaboradas sin tener en Roma el original. Saluda finalmente a Paciaudi.

Transcrizione

Roma, 27 gennaro 1780.

Amico e padrone mio stimatissimo,

Il corriere della settimana precedente arrivò qui con tre giorni di ritardoa. Con esso ricevei la pregiatissima di Vostra Signoria Illustrissima eb i foglic stampati dell’opera di Mengs. Mi sorprese la puntualità di Vostra Signoria Illustrissima e gliene rendo grazie infinite.

La mostra dell’edizione in-4º è degna di Lei; e con questo creddo di dire tutto. Riguardo poi al proggeto dell’edizione in-folio, non posso fare a meno di dirgli che non l’aprobbo. La ragione è perché si trata di vari tomid e la spesa sarebbe troppa a proporzione del’utile, che se ne ricavarebbe col’empire le biblioteche con questi nuovi grosi volumi. Se la cosa si riducesse al solo primo tomo, il mio amor proprio sarebbe interesato di vederlo con tutto il fasto typografico che Lei solo al mondo li puole dare, ma la mia vanità deve cedere a lae ragione e a la comvenienza. Per quel che vedo, non pensano in Spagna a faref niente di magnifico, ma solamente di elegante e mercantile. Io non ci posso più interloquire dopo di avere donnato il manoscrito a chi ne deve disporre. Vederemo quel che ne esceg.

Venendo orah alle correzionii che Lei mi propone, dico che aprobbo tutte quelle che Lei hak segnate nella vita di Mengs e così si possono eseguire, ripetendo a Lei lo stesso che ho detto altre volte; cioè, che in punto di ortografia ne sia Lei giudice supremo. Il mio italiano non puole essere buono. Èl stato racomodato dal mio amico Don Francesco Milizia, autore del manoscrito d’architetura che Lei ha, e il sogetto èm molto abile, scribe con forza; ma, con tutto ciò, desidero la correzione dalla mano di Vostra Signoria Illustrissima.

Passando poi al tratatto della bellezza, troverà Vostra Signoria Illustrissima alcune correzioni ch’hon fatte e che sono necessarie. Io non so se corrisponderano alle precise parole del originale, ma so che il senso debe essere quello ch’hoo messo. Dico che non so se le parole corrisponderano al’originale che mandai perché di quello non me ne resta copia. Ho, bensì, degli apuntamenti informi del’autore, parte in italiano, parte in sspagnolo e parte in tedesco, che mi servono di guida per rintraciare il senso. L’originale che mandai a Vostra Signoria Illustrissima è lo stesso che mi consegnó il caro amico prima di morire. Io non ho fatto altro che emmendarne lo stile dove ce ne era bisogno, perché in molte parti mancava il senso commune o almeno ce era della confusione, perché quel grand’ummo neligentava intieramente lo stile per badare alle cose e, poi, ma[i] uollep a asogetarsi a verun mettodo. Nei scriti susecuenti mi vedo obbligato a rrifondere totalmente le materie perché, altrimenti, non sarebbero comprensibili, e voglia i Dioq che ancora così ne possa uscire con onore.

Ecco tutto quello che posso dire per oggi e nel resto mi rimetto intieramente a Vostra Signoria Illustrissima.

La prego dei mie[i] soliti saluti al nostro Paciaudi ed, augurando a Lei la più perfetta salute, mi ripetto sempre Suo buon amico e servitore,

Azara.

 

 a Había escrito retardo y corrige.     b Antes de e cancela una letra que no alcanzo a leer.     c Había escrito folli y corrige.     d Había escrito tommi y corrige.     e Había escrito alla y corrige.      f Había escrito affare y corrige.     gHabía escrito ecsce y corrige.     h Antes de ora cancela c      i Había escrito correzione y corrige.     k ha corregido sobre a      l Había escrito he y corrige.     m Había escrito he y corrige.     n Había escrito che y corrige.     o Había escrito che y corrige.     p Había escrito vuole y corrige.     q Había escrito dii y corrige, aunque descuida la concordancia porque olvida modificar el artículo i a su forma singular.

Note al testo

Dati documentali e bibliografici

  • Ubicazione

    Parma, Biblioteca Palatina, Archivio Bodoni, Lettere ricevute, C. 28, 18. 

  • Descrizione

    2 pliegos de 2 h. cada uno de c. 240 × 180 mm. Solo firma autógrafa.

  • Edizione

    Noelia López Souto

  • Altre edizioni

    Ciavarella 1979, I, 10-11.

  • Altra bibliografia citata Cátedra 2015a; López Souto 2017c; Mengs 1780; Mengs 1780 it.; Milizia 1781;
  • Citazione
    Lettera da José Nicolás de Azara a Giambattista Bodoni del 1780-01-27, ed. Noelia López Souto, nella Biblioteca Bodoni [<http://bibliotecabodoni.net/it/lettera/1780-01-27-azara-bodoni> Richiesta: 26/ott/2020].
    Cita questo documento

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