1782 01 17 AZARA BODONI

Sommario

17 gennaio 1782.

Da José Nicolás de Azara [Roma] a Giambattista Bodoni [Parma].

Azara si scusa per il ritardo nella risposta. Attribuisce la malvagità con la quale si parla del defunto Magallón a Parma a lingue che non farebbero onore a nessuno. Ringrazia per l’invio di un commento estrapolato dal Journal politique di Bouillon riguardante Mengs e redatto da un impostore.

Transcrizione

Roma, 17 gennaro 1782.

Amico e patrone stimatissimo,

Per colpa del benedetto corriere di Spagna contesto oggi alla lettera di Vostra Signoria Illustrissima di 6 del corrente, che dovrei avver contestata la scorsa settimana. Niente mi fa meraviglia quanto Lei mi racconta della malignità con che si parla costì del nostro defontoa Magallón. Tutto quello che gl’animi basi e indegni possono fare e dire si trova rinchiuso dentro le mura di Parma. Molti di quelli che attaccano addesso la memoria del defonto scommetto che l’avrannob addulato ben bene mentre vivea. Per quello poi che ne parla la Megera francese non so perché Lei se ne meraviglia. Io stordirei se ne parlasse bene. In somma la più grande appologia di Magallón consiste nel essere biassimatto da lingue che non possono far onore a nessuno.

Ho gran piacere di che sia finita l’eddizione tedesca dell’Opere di Mengs, e vorrei saper comec comprarne un esemplare, unicamente per il piacere di avverlo, giaché io non capisco una parolla di tedesco.

Quel Monsieur Dorai di cui parla il Giornale di Bouillon, che Lei mi ha favorito, è alquanto impostore. Ha pubblicato un piccolod eloggio di Mengs ch’un capo d’opera di errori e di spropositi. Poco prima della morte di Mengs, gli escrise due lettere pregandolo di mandargli alcune dichiarazioni sul Tratatto della Bellezza e sulla Lettera a Pons, che erano le due sole cose che allora si proponeva di pubblicare in francese a Francfort. Mengs gli man[d]ò quel che gli dommandava, e gli rispose cortesissimamente. Ora vedo che promette la tradduzione di tutte l’operee col sigilo e approvazione del’autore, ciò che è una solenne impostura. Faccia pure quello che vuole, che l’eddizione di Parma depporrà contro tutto questo stuollo di impostore. Se mai arriva il caso di ristampare quest’Oppere, ho! le belle cose che Lei leggerà.

Non conosco l’oppera del Conte del Pozzo sul’Architettura, che per ciò che ne dice Milizia, e godo che Lei si sia accinto a ristamparla, perché mai sif declamarà abbastanza contro il sciocco gusto degl’ornatisti.

L’esemplare delle Vite degl’architetti arrivò, ma non v’era nel pachetto niente del’Orazione di che Lei mi parla.

L’o seccata assai, e così ne resto rassegnandomi suo buon amico e servitore.

Azara. 


a Había escrito difonto y corrige.          b Había escrito l’avrranno y corrige.          c Escribe com-me, cambiando de línea, por lo que supongo que se trata de una mera circunstancia gráfica.          d Había escrito piccollo y corrige.          e Había escrito Oppere y corrige.          f Había escrito asi y cancela la a

Note al testo

Dati documentali e bibliografici

  • Ubicazione

    Parma, Biblioteca Palatina, Archivio Bodoni, Lettere ricevute, C. 28, 81.

  • Descrizione

    Due bifogli, più un foglio di c. 240 × 180 mm. Solamente la firma è autografa.

  • Edizione

    Pedro M. Cátedra

    Revisione

    Noelia López Souto

  • Altre edizioni

    Ciavarella 1977, I, 52.

  • Bibliografia specifica

    Cátedra 2013a, 44-67; Cátedra 2012 [2013].

    Altra bibliografia citata Milizia 1781; Ozanam 1998; Sánchez Espinosa 1997;
  • Citazione
    Lettera da José Nicolás de Azara a Giambattista Bodoni del 1782-01-17, ed. Pedro M. Cátedra, nella Biblioteca Bodoni [<http://bibliotecabodoni.net/it/lettera/1782-01-17-azara-bodoni> Richiesta: 16/giu/2019].
    Cita questo documento

Scannerizzazioni degli originali

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