1793 07 20 BODONI GODOY

Sommario

20 luglio 1793.

Da Giambattista Bodoni [Parma] a Manuel Godoy [Madrid].

Bodoni richiede a Godoy che ringrazi da parte sua i Re per la pensione recentemente concessa, mentre assicura fedeltà al destinatario di questa lettera.

Transcrizione

Eccellenza,

La somma bontà e munificenza con cui è piaciuto a codesto Cattolico Monarca, emulator di Tito e di Trajano, non meno che all’adorabile Augustissima Regina, sua consorte, di accogliere e ricompensare le mie tenuissime produzioni tipografiche rinova gli esempi della dotta Grecia, che onorò con premi e corone il merito de’ più sublimi scrittori e degli artefici i più prestanti. Potrebbe pure senza taccia di adulazione gareggiare colle più vantate liberalità di Francesco primo, padre delle lettere e fautore degli Stefani, di Filippo II, a cui tanto debbono il Plantino ed il Moreto d’Anversa, ed il grand’avolo del regnante Carlo IV, il quale ad incremento delle lettere e delle arti seppe con simili eccitamenti infiammare que’ preclari ingegni, che tanto contribuirono a render commendevole e chiaro il secolo di Lodovico XIV, non meno che il nome e la gloria dell’immortale Colbert, suo ministro.

Io supplico fervidamente l’Eccellenza Vostra di volermi porre a’ piedi de’ liberalissimi miei benefattori Carlo e Luigia, che formano la delizia e la felicità non solo della opulentissima e vasta Monarchia ispana, ma di tutto il bel paese che «Appenin parte, il mar circonda e l’Alpe», ed in special guisa della placida tranquilla Parma, che pregiasi di aver dato all’ultima i natali e dove il suo amabil nome suona ancor dolcemente e vive in benedizione presso ogni ceto di persone.

Abbia Ella la degnazione di fargli sentire quanto io mi trovi sopraffatto dalla loro generosa clemenza, e lor renda per me quelle più umili ed estese grazie, che io mal tenterei di adombrare nonche di esprimere con qualunque più ricercata ed energica espressione.

Io poi non ignoro che Vostra Eccellenza a tanti bei preggi dello spirito e del cuore aggiunge pur quello che è il più difficile nell’animo de’ grandi, il beneficare altrui senza mercarne lode, e mal soffrirebbe una lunga diceria per esprimerGli i miei più ingenui e fervidi ringraziamenti. Mi ristringerò dunque, pria di por fine a questa mia eucaristica epistola, ad accertarLa che io serberò eternamente impressa nell’animo la ricordazione del Suo efficace validissimo interessamento a favor mio, e La prego a riguardarmi quindinanzi come persona per genio e per obbligo a Lei costantemente ligia ed avvinta.

Piaccia a Dio ottimo grandissimo di serbare incolume alla più tarda posterità l’Eccellenza Vostra per felicitare l’Iberia, per proteggere i dotti e promuovere i buoni studi e le belle arti, mentre io col più profondo rispetto ed ossequiosa venerazione mi soscrivo

di Vostra Eccellenza

Parma, li 20 luglio 1793

Umillissimo, divotissimo obbedentissimmo servidor Suo

Giambattista Bodoni

Tipografo Pensionato di Sua Maestà Cattolica.

Note al testo

Dati documentali e bibliografici

  • Ubicazione

    Madrid, Archivo Histórico Nacional, Estado, leg. 4371.

  • Descrizione

    Bifoglio di 310 × 200 mm. Solamente la firma è autografa.

  • Edizione

    Pedro M. Cátedra

  • Altre edizioni

    Cátedra 2014a, 193-194, nº. 50.

  • Bibliografia specifica

    Bédarida 1928, 159 (mención); Cátedra 2014, 44-47; Cátedra 2015b, ***.

    Altra bibliografia citata Ciavarella 1979;
  • Citazione
    Lettera da Giambattista Bodoni a Manuel Godoy del 1793-07-20, ed. Pedro M. Cátedra, nella Biblioteca Bodoni [<http://bibliotecabodoni.net/it/lettera/1793-07-20-bodoni-godoy> Richiesta: 19/nov/2019].
    Cita questo documento

Note

Questa lettera è in risposta a quella di Godoy del 2 luglio 1793.

Scannerizzazioni degli originali