1796 05 18 APONTE BODONI

Sommario

18 maggio 1796.

Da Manuel María Rodríguez Aponte [Bologna] a Giambattista Bodoni [Parma].

Aponte comunica a Bodoni che, ricevute le prove al Collegio di Spagna, Moratín gli ha fatto pervenire per mezzo del Rettore Rodríguez Laso una breve lettera, con una serie di indicazioni, che Aponte trasmette tradotte nella presente.

Transcrizione

Pregiatissimo Signor Giambattista, padrone mio,

Sebbene io pensava non doverla più molestare riguardo alla Comedia spagnuola, perché mi fu detto che le prove dovevano essere dirette immediatamente al Collegio, nondimeno Ella perdonerà se torno di nuovo a seccarLa circa lo stesso soggetto, perché adesso all’ora di notte, essendo in camera mia, giunge un servitore del signor Rettore, il quale mi prega di rispondere alla di Lei gentilissima coll’aggiunta piccola carta di carattere dell’Autore. Scusi adunque se Le spiego in cattivo italiano il contenuto della medesima, quantunque sia bene persuaso ch’Ella intende perfettissimamente lo spagnuolo. Dice, dunque, così:

Si desidera che il prologo si stampi col carattere medesimo con cui fu stampato il prologo del Castello d’Otranto, e la commedia collo stesso carattere della stessa opera. La grandezza del carattere dovrà essere esattamente il medesimo che si adoperò nella detta opera. Onde né l’uno né l’altro dei caratteri delle prove sono convenevoli –cioè del piaccimento dell’autore– perché sembrano piccoli. Se può farsi coi detti caratteri del Castello d’Otranto e terminarsi nel mese prossimo, può cominciare quando le piaccia mandare le prove.

Per ultimo, si desidera lo stesso inchiostro che servì nell’opera tante volte detta, poicché sembra meno nero quel delle prove mandate a questi Signori. Perciocché appartiene a i segni delle correzioni, capisco o, dirò meglio, conghietturo che il segno vuol dire ciocché io son solito a segnare con la +, vale a dire, che si cancelli. Pare che non piaccia all’Autore il mettere al principio del periodo quei segni rovesciati dell’interrogazione e ammirazione usati solamente nelle moderne stampe di Spagna e non ancora ricevuti dalle altre nazioni.

Mi servo di questa occasione per rinovare al mio gentilissimo Signor Giambattista le mie cordialissime dimostrazioni di rispetto, col quale mi protesto sempre di Vostra Signoria Illustrissima.

Bologna, 18 maggio 1796

Post scriptum. Un’ora dopo scritta questa, mi giunse la sua garbatissima, cui mi sembra bene contestare, pregandoLa nel tempo stesso di umiliare i più ossequiosi saluti anche per parte della Clotilde a cotesta sua degnissima e graziosissima Consorte. E sono

Divotissimo obbligatissimo servidore ed amico,

Emanuele Maria Aponte.

Note al testo

Dati documentali e bibliografici

  • Ubicazione

    Parma, Biblioteca Palatina, Archivio Bodoni, Lettere ricevute, C. 27.

  • Descrizione

    Bifoglio di 248 × 190 mm. Lettera autografa.

  • Edizione

    Pedro M. Cátedra

  • Altre edizioni

    Cátedra 2010, 195-196, nº. 8.

  • Bibliografia specifica

    Cátedra 2010 , 53-108; Cátedra 2013a, 131-178 (versión pdf), §II-3 a §II-84 (versión epub).

    Altra bibliografia citata Castle of Otranto 1791; Comedia nueva 1796; Fernández de Moratín 1830-1831;
  • Citazione
    Lettera da Manuel María Rodríguez Aponte a Giambattista Bodoni del 1796-05-18, ed. Pedro M. Cátedra, nella Biblioteca Bodoni [<http://bibliotecabodoni.net/it/lettera/1796-05-18-aponte-bodoni> Richiesta: 22/ott/2019].
    Cita questo documento

Note

A questa lettera risponderà Bodoni pochi giorni dopo.

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