1786 12 06 AZARA BODONI

Resumen

Roma, 6 de diciembre de 1786.

De José Nicolás de Azara [Roma] a Giambattista Bodoni [Parma].

 

Azara acepta las razones aducidas por Bodoni respecto a la separación de las palabras en el Longo griego y cree posible, además, conseguir que el Papa obtenga un permiso del Duque para traer al tipógrafo a Roma. Aconseja a este, no obstante, concluir el Manuale si desea vender sus matrices a España y solicitar al Rey una pensión vitalicia. Muestra también su alegría porque Bodoni no ha aceptado a unos aprendices alemanes y porque al final un cierto manual de príncipes del duque de Gravina permanecerá inédito.

Transcripción

Roma, 6 dicembre 86.

Amico mio stimatissimo,

Anche a me sucede di non puoter essere essatto come vorrei nella corrispondenza coi miei amici, ma bisogna contentarsi di fare ciò che si puole. Contesto dunque alla di Lei lettera de 19 dello scorso mese, che per i cattivi tempi arrivò tardi.

Vedo in essa le raggioni che Lei adduce per scussare il piccolo diffetto della separazione delle parole e sarebbe molto difficile trovare da replicare a chi, come Lei, ne discorre con tanto magistero e superiorità. Io propossi a Lei quell mio dubbio, davero ignorante, perché mi parve che nell greco vi è più occasione di sbagliare che nell latino quando le parole non sono perfettamente separate. Visconti, a chi ho lette le di Lei riflessioni, vi è restato incantato.

Il proggetto che Lei mi propone per uscire da codeste strettezze non mi dispiace, poiché credo non sarebbe impossibile indurre il Papa a fare il passo di domandare all Signore Infante un congedo per Lei. Ma, prima di questo, credo necessario evacuare il nostro grande affare e decidere se la Spagna ha da possedere o no la Sua suppelletile tipografica. In caso di sì, Lei si troverà in stato di non avere gran cosa bisogno delle miserie parmigiane. Si puotrebbe ancora, in quell caso, domandare a nome del mio Padrone il Suo ritiro, osia onesta misione per andare in Spagna a mettere in pianta la Sua tipografia, anche senza che ci andasse mai; e puotrebbe stabilirsi qui in Roma. Insomma, io credo un preliminare necessario per qualsisia proggetto che Lei finisca il Suo Manuale, poiché senza di esso non possiamo cominciare verun trattato.

A proposito poi di detto Manuale, io devo dirli che bisogna una volta contentarsi a sé stesso, perché altrimenti la vita è troppo curta e si finisce senza il bene per volere giungere all meglio. Quello che Lei ha fatto fino ad ora basta per la Sua gloria ed avanza per la fortuna.

Mi piace infinitamente che Lei non abbia volsuto incaricarsi degli allievi che gli proponevano da Germania, perché facendolo si levava una gran parte di quella libertà senza la quale non si fa niente di grande né manco di mediocre.

Non si verificherà, credo, la stampa dell libro dell Duca di Gravina, secondo informano da Napoli, e sarà forse una gran fortuna se ci risparmiano una sciocheza di più. È un zibaldone fatto fare per l’istruzione del Principe Reale, come se mancassero buoni libri elementari nel mondo da mettere in mano dei principi.

Lei si conserve e mi creda sempre Suo buon amico e servitore,

Azara.

Notas al texto

Datos documentales y bibliográficos

  • Ubicación

    Parma, Biblioteca Palatina, Archivio Bodoni, Lettere ricevute, C. 28, 168.

  • Descripción

    2 pliegos de 2 h. cada una de 230 × 185 mm. Autógrafa. 

  • Edición

    Noelia López Souto

  • Otras ediciones

    Ciavarella 1979, I, 120-121.

  • Otra bibliografía citada Cátedra 2013d; Colombo 2013; Longo 1786; López Souto 2018d; Manuale 1788;
  • Cita
    Carta de José Nicolás de Azara a Giambattista Bodoni de 1786-12-06, ed. Noelia López Souto, en Biblioteca Bodoni [<https://bibliotecabodoni.net/carta/1786-12-06-azara-bodoni> Consulta: 19/10/2021].
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