1788 03 05 AZARA BODONI

Resumen

Roma, 5 de marzo de 1788.

De José Nicolás de Azara [Roma] a Giambattista Bodoni [Parma].

Azara agradece a Bodoni el interés hacia su salud y se alegra de que el amigo pueda visitarle en mayo en Roma, donde le asegura será bien acogido. Le comunica al tipógrafo el retraso de los grabados para las Osservazioni de Visconti, a quien el español también hará ver la muestra del griego con acentos que Bodoni le envía, comenta la belleza de este diseño de letra y le aconseja algunos cambios. Solicita el precio de los tomos recibidos de Dell’origine para Zelada y critica, por último, las nuevas Opere di Antonio Raffaello Mengs editadas por Fea e impresas por Pagliarini. De hecho, se muestra dispuesto a realizar otras Opere de Mengs con Bodoni.

Transcripción

Roma, 5 marzo 88.

Amico mio stimatissimo,

Da molto tempo non si è vedutto un ritardo dei corrieri simile a quello che sperimentiamo cagionato dalle continue pioggie.

Non posso dubbitare del’interesse che Lei prende alla mia salute doppo le tante e tante prove che ho della Sua amicizia e cordialità. Lei puol essere ben sicuro della mia grattitudine e corrispondenza, e di che niente desidero tanto quanto puotergliela mostrare coi fatti.

La speranza che mi da di puoterLa vedere qui in Roma questo maggio l’assicuro che mi ha fatto un piacere che non posso spiegare. Conti dunque Lei con che L’aspetto in casa mia, dove avrà letto, tavola ed una piena libertà. Non mancherano libri ed amici dotti che desiderano molto fare la Sua conoscenza.

L’ordinario passato mandai quella cossetta di Visconti sui mosaici miei perché Lei la stampi a genio Suo. Credevo puoter mandare anche i rami, ma l’incissore è stato impetito da vari accidenti e fino a doppo Pasqua non porrà averli finiti.

Detto Visconti è fuori di Roma per alcuni giorni, ma tornerà in questa settimana e subito gli farò vedere la mostra del nuovo greco che Lei mi ha trasmesso cogli accenti. Per parte mia, io non so dire altro se non che in vita mia non ho vedutta cosa tanto bella. Vedo la prontezza con che Lei ha corretto il pi piccolo ed, a gusto mio, avrei marcatta anche un poco più la sbarra superiore; cioè l’avrei fatta senza la codetta tanto marcatta, vale a dire più semplice.

Lei non mi dice il prezzo del’ogni di Andrés e questo è un requisito necessario; altrimenti non puotrò fare più commissioni. Spero dunque che Lei me lo dica per il prim’ ordinario.

La mia salute va molto bene e spero che anderà sempre meglio. Lei conservi la Sua.

E mi creda Suo vero amico e servitore,

Azara.

L’Abate Fea ha pubblicata la sua nuova edizione di Mengs. Non parliamo del merito typografico perch’è la cosa peggio che ha fatto Pagliarini. Nella sostanza non si è vedutta cosa più ladra e bricona. Ci sarebbe da ridere volendone fare la satira, e forse mi ci proverò io per vindicare Mengs e me della sciocca malignità di quatro buffoni che hano partorita questa edizione mostruosa. Mi manca il tempo e questo è il guai, che se no il Garzone bodoniano potrebbe scrivere qualche altra seconda lettera all’effemeridista romano. In caso però che Lei pensasse a ristampare l’opera, bisognerà dire qualche cosa.

Notas al texto

Datos documentales y bibliográficos

  • Ubicación

    Parma, Biblioteca Palatina, Archivio Bodoni, Lettere ricevute, C. 28, 184.   

  • Descripción

    Pliego de 2 h. de 230 × 185 mm. Autógrafa.

  • Edición

    Noelia López Souto

  • Otras ediciones

    Ciavarella 1979, I, 131-132.

  • Otra bibliografía citada Andrés 1782-1799; López Souto 2018d; Mengs 1787; Visconti 1788;
  • Cita
    Carta de José Nicolás de Azara a Giambattista Bodoni de 1788-03-05, ed. Noelia López Souto, en Biblioteca Bodoni [<https://bibliotecabodoni.net/carta/1788-03-05-azara-bodoni> Consulta: 06/10/2022].
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