1794 01 15 AZARA BODONI

Resumen

Roma, 15 de enero de 1794. De José Nicolás de Azara [Roma] a Giambattista Bodoni [Parma].

Azara tranquiliza a Bodoni, preocupado por la entrada de los franceses en Italia, y le propone que, en caso de riesgo, le envíe a Roma sus materiales de la imprenta para protegerlos. Cree la invasión lejana y no ve riesgo para Bodoni ni su familia, pero no desaconseja estar preparados para lo peor. La opción de transferirse a Venecia, sin embargo, le parece una idea errónea.

Transcripción

Roma, 15 gennaro 94.

Amico mio stimatissimo,

Non parliamo de’ corrieri di Spagna poiché, come Lei vede, non c’è da farne conto alcuno. Ciò nonostante, la nostra corrispondenza va il suo treno venendo per quello di Torino e le mie lettere per quello di Spagna, che parte aa Roma sempre regolarmente. Vengo di ricevere le prove del Properzio ed ecco che mando la prefazione del Catullo corretta in parte.

Vedo che Lei è posseduta dalla paura generale dei francesi che minaciano l’Italia. Io, in verità, credo il Piemonte molto esposto ad una qualche invassione di quelli frenetici, ma non credo che possano stabilirvisi in verun luogo e faranno al più delle scorrerie funeste, sì, per i luoghi dove passerano. Se toccasse questa disgrazia a Parma, ciò che Dio non permetta, io credo che la di Lei persona non correbbe verun rischio perché con Lei non la possono avere. Potrebbero forse invogliarsi dei Suoi polzoni e matrici, e ciò bisogna mettere in salvo. Ciò mi pare la cosa più semplice e facile del mondo: quando quella gente superi li Alpi –giaché per aria né come corrieri non possono scendere in Italia–, Lei abbia inballata la Sua robba e, con carri o muli, la mandi da questa parte diretta a me, avvisandomi per tempo, che io la custodirò e metterò in salvo in qualunque evento. E se Leib non si ritrova allorac con capitale sufficiente per fare la spessa, la farò io per Lei. Comprendo in questo torchi e tutto il resto che a Lei prema.

La Sua persona, quella della consorte, frattello, ecc. allora saranno libere di prendere quel partito che dettarebbero le circostanze. Ripetto però che la cosa la riguardo ancora come lontana e so che si prendono delle misure effettive per garantire la Lombardia dal rischio della invassione. Ciò però non inpedisce di essere preparati ad ogni evento.

L’idea di andare a Venezia è la peggiore di tutte quelle che possono venirgli alla testa. Lei non sa bene che paese è quello né conosce i veneziani che fuori di Venezia. Dentro di quella tanna sono bestie feroci. Oltre di ciò, in oggi è il paese il più ignorante e direi anche il più povero d’Italia. Quel tratto sociale a che siammo assuefati nel resto d’Italia manca in quella città, dove si usa una maniera di vivere propia loro, alla quale è inpossibile assuefarsi chi non è nato ind quella palude. Doppo il primo mese, Lei ne piangerebbe a calde lagrime di essersi inbuccato colà.

Tutte le nuove del gran mundo sono pessime e formano un orizonte negro assai. Solamente nel Rosiglione si fa qualche cosa, ma non assicuro che sia durevole. Qui siammo finora tranquilli.

Lei si conservi con salute e mi creda Suo vero amico,

Azara.

 

a Había escrito da y corrige.     b Antes de Lei cancela la reiteración se      c Había escrito con y corrige.     d Error de metátesis por in

Notas al texto

Datos documentales y bibliográficos

  • Ubicación

    Parma, BP, Archivio Bodoni, Lettere ricevute, C. 29, 89.

  • Descripción

    Pliego de 2 h. de 230 × 185 mm. Autógrafa.

  • Edición

    Noelia López Souto

  • Otras ediciones

    Ciavarella 1979, II, 92-93.

  • Otra bibliografía citada Cátedra 2015a; Catullus 1794; Fervel 1851-1853; Servicio Histórico Militar 1949; Woolf 1979;
  • Cita
    Carta de José Nicolás de Azara a Giambattista Bodoni de 1794-01-15, ed. Noelia López Souto, en Biblioteca Bodoni [<https://bibliotecabodoni.net/carta/1794-01-15-azara-bodoni> Consulta: 06/10/2022].
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